Facebooktwittergoogle_pluslinkedin

Quando si parla di prevedibilità della crisi, ci si riferisce al grado di percettibilità dell’avvento di un fatto traumatico per l’azienda, una variabile che è legata dalla natura della stessa impresa.

prevedibilità della crisi

Possiamo riscontrare diversi stadi di prevedibilità della crisi: un terremoto o una calamità naturale non si può prevedere, mentre è possibile limitare i rischi che nascono da errori interni e organizzativi, analizzando i segnali d’allarme. Per creare una scala crescente di prevedibilità, si può partire da squilibri economico-finanziari di natura gestionale che sono facilmente intuibili e risolvibili tramite processi di risanamento, per arrivare a crisi più traumatiche e imprevedibili quali gravi errori aziendali, prodotti sbagliati, difettosi o addirittura pericolosi. In questa categoria compaiono anche azioni delittuose di terzi, come sabotaggi o inquinamento dei prodotti, eventi catastrofici come terremoti, incendi o alluvioni completamente imprevedibili, risolvibili solo tramite il crisis management.

A tal proposito è utile per un’azienda analizzare tutte le vulnerabilità che potrebbero presentarsi, durante la fase di prevenzione del piano di gestione della crisi. Un continuo monitoring su ciò che i media dicono riguardo l’azienda può aiutare a prevenire eventuali criticità o crisi.

Al giorno d’oggi è importante tenere d’occhio non solo i media tradizionali, ma anche i siti web di informazione, i social network, i blog e i forum. Molto spesso accade che i cosiddetti “alert” vengano ignorati o sottovalutati; esistono a questo scopo appositi software noti come “spider”, che analizzano tutti i contenuti web come pagine, post e commenti e che ricercano parole chiave predefinite o temi che riscuotono maggiore interesse negli stakeholder, ovvero i “trend topic”.

Questo può aiutare a recepire meglio i segnali d’allarme di un’eventuale crisi, anche se è ovvio che non è possibile monitorare tutto. In tal senso potrebbe rivelarsi utile suddividere i controlli in livelli di priorità ad hoc per le vulnerabilità dell’azienda.

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedin